Le nomine obbligatorie: chi devi nominare, e quando
Alcune nomine servono sempre, altre dipendono dalla valutazione dei rischi. E due non si possono delegare nemmeno volendo.
È la domanda di chi apre un’attività, e di chi ne rileva una: «chi devo nominare?». La risposta cambia da azienda ad azienda, ma la struttura è sempre la stessa — c’è un gruppo di nomine che serve sempre, e un gruppo che dipende da cosa dice la valutazione dei rischi.
| Chi | Quando serve | Norma |
|---|---|---|
| RSPP responsabile del servizio prevenzione e protezione |
Sempre. Può essere il datore di lavoro stesso, nei casi ammessi | art. 17 |
| Addetti antincendio ed evacuazione | Sempre, e designati preventivamente | art. 18 c.1 b) |
| Addetti al primo soccorso | Sempre, e designati preventivamente | art. 18 c.1 b) |
| Preposti | Sempre, dove c’è qualcuno che sovrintende al lavoro altrui | art. 18 c.1 b-bis) |
| RLS rappresentante dei lavoratori |
In tutte le aziende. Eletto o designato dai lavoratori, non nominato dal datore | art. 47 |
| Medico competente | Nei casi previsti dalla legge e quando lo chiede la valutazione dei rischi | art. 18 c.1 a) |
Le due cose che non si possono delegare
Il datore di lavoro può delegare quasi tutto, ma non queste due: la valutazione di tutti i rischi con la stesura del documento, e la designazione del RSPP. Restano sue, sempre. È il motivo per cui una delega di funzioni ben scritta non lo mette al riparo su questi due punti.
Tre cose che si sbagliano spesso
1. «Preventivamente» vuol dire prima
Gli addetti alle emergenze vanno designati preventivamente: prima che serva, non dopo il primo principio d’incendio. Sembra ovvio detto così, ma nella pratica la nomina arriva spesso insieme al primo controllo.
2. Il preposto si individua, non si inventa
Dal 2021 il datore di lavoro deve individuare il preposto o i preposti che svolgono la vigilanza prevista dall’articolo 19. Non è una scelta di comodo: il preposto è chi sovrintende davvero al lavoro degli altri, e va individuato per quello che fa. La legge aggiunge due cose che spesso si ignorano: i contratti collettivi possono prevedere un compenso per il ruolo, e il preposto non può subire alcun pregiudizio per averlo svolto.
3. Il RLS non lo nomina il datore di lavoro
È eletto o designato dai lavoratori. Nelle aziende fino a 15 lavoratori è di norma eletto direttamente dai lavoratori al loro interno, oppure individuato a livello territoriale o di comparto. Sopra i 15, è eletto o designato nell’ambito delle rappresentanze sindacali aziendali; se non ci sono, lo eleggono i lavoratori al loro interno.
Il numero minimo è fissato dalla legge:
| Lavoratori | RLS minimi |
|---|---|
| fino a 200 | 1 |
| da 201 a 1.000 | 3 |
| oltre 1.000 | 6 |
Il pezzo che riguarda le scadenze
Ogni nomina di questo elenco si porta dietro una formazione, e ogni formazione si porta dietro un aggiornamento. È qui che la faccenda diventa uno scadenzario: la nomina è un atto unico, l’aggiornamento torna ogni due, tre o cinque anni a seconda del ruolo.
Il caso peggiore è la persona che cambia. Un addetto antincendio che se ne va lascia un posto vuoto che nessun calendario segnala, perché la sua scadenza se n’è andata con lui. Vale la pena ricontrollare l’elenco delle nomine ogni volta che qualcuno entra o esce — è il momento in cui si scoprono i buchi.
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Scarica il calendario- Testo Unico Sicurezza — art. 18 D.Lgs. 81/08, obblighi del datore di lavoro e del dirigente
- Testo Unico Sicurezza — art. 47 D.Lgs. 81/08, rappresentante dei lavoratori per la sicurezza
- Gazzetta Ufficiale — Codice in materia di sicurezza sul lavoro
Questa guida spiega la regola generale. Il caso concreto può chiedere di più: prima di appoggiarci una scelta, verifica la norma applicabile alla tua situazione.